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La CASA dei bambini

I bambini sono fiori
da non mettere nel vaso:
crescon meglio stando fuori
con la luce in pieno naso.
Con il sole sulla fronte
e i capelli ventilati:
i bambini sono fiori
da far crescere nei prati.

Roberto Piumini
 diritti e doveri dei bambini....e di quando saranno grandi
1 Il diritto al gioco
A spazi di tempo non programmato dagli adulti
2 Il diritto allo sporco
A giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti, le rane
3 Il diritto al freddo
A correre in un parco con il freddo che punge, ad avere il naso e le guance rosse
4 Il dovere al sudore e alla fatica
A trasportare legna per fare il fuoco, ad arrampicarsi su un albero, a correre in salita all’impazzata
5 Il diritto al corpo
Ad ascoltare in silenzio il proprio corpo, il borbottare della pancia, il battito del cuore, l’aria nei polmoni
6 Il dovere al reale
A vedere le cose come stanno e affrontarle per quelle che sono
7 Il diritto al buio
A vedere il cielo nero e non violetto a causa delle luci della città, ad ammirare la luna e le stelle,  a saper muoversi a tentoni
8 Il dovere all’uso delle mani
A piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, costruire
9 Il diritto al silenzio
Ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua
10 Il dovere all’attenzione
Ad accorgersi del sorgere del sole e del suo tramonto, ad osservare i colori, le forme, le facce e le sfumature
11 Il diritto alla libertà
Intesa principalmente come spazio libero, come vuoto, è lo spazio della scelta, dell’avventura, del rischio, del sogno


12 II dovere all'azione
A scegliere,  a “mettersi in gioco”, a fare uno sforzo, ad agire, a considerare le conseguenze delle proprie azioni. 

Gianni Rodari

“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo”

 

Se un bambino scrive nel suo quaderno «l’ago di Garda», ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo «ago» importantissimo, segnato anche nella carta d’Italia.

 

Un «libbro» con due b sarà soltanto un libro più pesante degli altri, o un libro sbagliato, o un libro specialissimo?(da Grammatica della fantasia)2.

 

Quello che io sto facendo è di ricercare le costanti dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell’invenzione, per renderne l’uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l’abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti.(da Grammatica della fantasia)

 

 Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un’energia troppo costosa.

 

Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa.(da Il libro degli errori)

 

Bisognerebbe vedere oggettivamente, liberandoci dai nostri pregiudizi personali, che cos’è per un bambino l’esperienza di Goldrake [...] Bisognerebbe chiedersi il perché del loro successo, studiare un sistema di domande da rivolgere ai bambini per sapere le loro opinioni vere, non per suggerire loro delle opinioni, dato che noi spesso facciamo delle inchieste per suggerire ai bambini le nostre risposte [...] Invece di polemizzare con Goldrake, cerchiamo di far parlare i bambini di Goldrake, questa specie di Ercole moderno.

 

Il vecchio Ercole era metà uomo e metà Dio, questo in pratica è metà uomo e metà macchina spaziale, ma è lo stesso, ogni volta ha una grande impresa da affrontare, l’affronta e la supera.

 

Cosa c’è di moralmente degenere rispetto ai miti di Ercole?(da Dalla parte di Goldrake, Rinascita, n. 41, 1980)

 

 

 Vi si tratta solo dell’invenzione per mezzo delle parole e si suggerisce appena, ma senza approfondire, che le tecniche potrebbero essere facilmente trasferite in altri linguaggi, dal momento che una storia può essere raccontata da un narratore singolo o da un gruppo, ma può anche diventare teatro o canovaccio per una recita di burattini, svilupparsi in un fumetto, in film, venire incisa su un registratore e mandata agli amici; potrebbero, quelle tecniche, entrare in ogni sorta di giochi infantili.(da Grammatica della fantasia)

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